L’evoluzione del coniglio “domestico”

Opinione comune รจ che l’evoluzione del coniglio come animale “domestico” abbia avuto origine nei monasteri francesi del Seicento.

Il riesame dei dati storici ed archeologici rimette perรฒ in discussione questa ipotesi, considerando alla base del malinteso i bias metodologici e la difficoltร  di identificare come un continuum il processo di domesticazione.

Ne parla uno studio del 2018 intitolato Rabbits and the Specious Origins of Domestication, pubblicato dalla rivista Trends & Ecology in Evolution.

Cosa sappiamo sull’evoluzione del coniglio?

Quello che รจ certo, almeno finora, รจ il precursore, il coniglio selvatico europeo (Oryctolagus cuniculus).

Una specie presente nella Penisola Iberica e nel Sud della Francia di cui parlavano giร  i Romani.
Il console Varrone nel I secolo a.C. diede istruzioni alla moglie di tenere i conigli accanto alle lepri nel suo leporarium, precursore dei giardini medievali circondati da mura nei quali venivano allevati conigli.

Ovviamente per ingrassarli prima della macellazione.

Medieval warrens, da Norfolk Tales, Myths&More
Si puรฒ parlare di domesticazione?

In realtร  no, perchรฉ i Romani cacciavano i conigli nei recinti senza concorrere quindi a svilupparne la docilitร .

In piรน la riproduzione avveniva come in natura, nei cunicoli e gallerie scavate sottoterra dai conigli stessi, pertanto non c’era alcun tipo di selezione.

Papa Gregorio Magno, con l’editto nel quale si consentiva ai cristiani di nutrirsi di feti e di conigli neonati anche in Quaresima perchรฉ non considerati carne, ha dato una grande spinta all’allevamento di questo animale e ai processi di domesticazione.

Anche Plinio il Vecchio in Naturalis historia del primo secolo a.C. parla di “alimento delicato” in riferimento al coniglio, ma non ci sono dati che confermino l’idea che anche a quell’epoca non fosse ritenuto carne.

Le prove archeologiche

Sappiamo ormai che il coniglio ha subito un grande sfruttamento fin dal Paleolitico nel suo luogo di origine, dal quale nel Medioevo รจ stato trasportato in tutta Europa.

La difficoltร  nello studio dei reperti รจ legata alla complessitร  di distinguere da un punto di vista morfologico coniglio selvatico e coniglio domestico.

I cambiamenti compaiono infatti solo a partire dal XVIII secolo, ben 2000 anni dopo l’inizio dello sfruttamento di questi animali.

La domesticazione รจ un processo non un evento

La domesticazione e i cambiamenti biologici costituiscono un continuum temporale.

Per questo รจ importante considerare il modo con cui la nostra specie ha interagito con il coniglio, secondo variabili spazio-temporali e in base al legame tra comportamenti umani e cambiamenti genetici e morfologici.

I conigli sono stati cacciati nel Paleolitico, trasportati volontariamente nelle isole del Mediterraneo, consumati come feti, confinati nelle leporaria romane e nei giardini cinti da mura nel Medioevo, costretti a riprodursi in baracche chiusi in gabbia e solo recentemente allevati come pet, sempre in gabbia e spingendo verso determinate caratteristiche morfologiche.

Un’altro studio scientifico[1]ha evidenziato che la domesticazione ha prodotto nei conigli piccoli cambiamenti in molti geni, correlati per lo piรน con lo sviluppo del sistema nervoso e le cui conseguenze piรน evidenti sono la maggior mansuetudine, la possibilitร  di confinamento e la capacitร  di sviluppare legami con la nostra specie.

Il coniglio pet. Possiamo parlare di evoluzione?

Il coniglio allevato come “animale da compagnia” sta subendo la stessa sorte di alcune razze canine e feline: la taglia รจ sempre piรน ridotta, la conformazione del cranio sempre piรน sferica, gli occhi grandi e rotondi.

Il muso schiacciato porta in dote una maggior predisposizione alla malocclusione dentale sia congenita (in seguito al prognatismo legato ad un autosoma recessivo), che acquisita.

L’evoluzione del coniglio, razze nane con cranio sempre piรน sferico


La ricerca di conigli sempre piรน “nani” si accompagna a maggior fragilitร  scheletrica.

Il pelo sempre piรน lungo, sottile, setoso, determina la formazione di nodi impossibili da districare per i famigliari, se non sottoponendo questi animali a lunghe sedute quotidiane di spazzolatura che diventano una vera e propria tortura durante le stagioni di muta.

Quale sarร  la prossima frontiera evolutiva per questi animali da sempre sfruttati, per un motivo o per l’altro?

Post di Dr Cinzia Ciarmatori, DMV, GPCert(ExAP)

[1]Rabbit genome analysis reveals a polygenic basis for phenotypic change during domesticationโ€ M.Carneiro et al., Science vol.345 2014

Photo Irina Babina da Unsplash

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