I fiori fanno parte della dieta di molti animali.
Si tratta di specie appartenenti a classi diverse: rettili, uccelli, mammiferi e vivono in luoghi del mondo distanti tra loro.
Sono animali con una dieta erbivora, all’interno della quale i fiori assumono un ruolo di rilievo.
Del resto anche noi possiamo cibarci di fiori!
Senza dimenticare gli insetti che si nutrono del loro nettare, il cui ruolo biologico ed ecologico non รจ mai abbastanza enfatizzato.
Animali e fiori, un legame antico
Il fiore รจ il simbolo universale della vita e per molti popoli, in virtรน della disposizione dei petali, รจ diventato l’emblema del Sole, della rinascita e della primavera ma anche di piacere e lussuria.
Al di lร degli aspetti simbolici, resta il fatto che il fiore รจ la parte energeticamente piรน attiva della pianta, fondamentale per la riproduzione.
Piante e animali sono protagonisti di una lunga co-evoluzione, nel corso della quale hanno sviluppato strategie condivise per la sopravvivenza.
Senza dimenticare che “noi animali rappresentiamo soltanto un misero 0,3% della biomassa, mentre le piante l’85%”, per dirlo con le parole di Stefano Mancuso.
Il valore nutrizionale dei fiori
Da un punto di vista nutrizionale si tratta di alimenti estremamente ricchi di micronutrienti.
Uno studio del 2013 publicato su Archivos latinoamericanos de nutricion dal titolo Nutritional content, functional properties and conservation of edible flowers ne analizza la composizione.
In generale i fiori forniscono sostanze biologicamente attive tra cui vitamina A, C, riboflafina, niacina.
Sono ricchi in calcio, fosforo, ferro e potassio.
Lo studio ha preso in esame in particolare le rose, le violette e i fiori di nasturzio, sottolineando che ovviamente non tutti i fiori sono commestibili: molti sono tossici, sia per noi che per altri animali.
Una review del 2016 apparsa su Critical reviews in food science and nutrition ha preso in esame ricerche condotte tra il 2000 e il 2015, per valutare il ruolo nutrizionale dei fiori ma anche il loro potere terapeutico.
Fiori e animali, un connubio anche terapeutico
In particolare sono stati analizzati il contenuto di nutrienti e di sostanze fitochimiche, oltre al ruolo di alcune specie botaniche in etnomedicina.
In 15 specie di fiori edibili sono stati rinvenuti quattro favonoli, tre flavoni, quattro flavanoli, tre antociani, tre acidi fenolici e loro derivati.
Tra gli effetti terapeutici di maggior rilevanza sono stati elencati le proprietร antiossidanti, antinfiammatorie, antineoplastiche e neuroprotettive.
E se parliamo di fiori ed effetto terapeutico non possiamo non pensare al metodo di cura che porta il nome del medico gallese Edward Bach che lo ha codificato, il cui impiego per il riequilibrio emozionale degli animali di tutte le specie รจ conosciuto in molti Paesi del mondo.

Uccelli, rettili, mammiferi. Gli animali che mangiano fiori.
Le specie che si nutrono anche di fiori sono tante e tutte differenti tra loro.
Tra i rettili possiamo annoverare molti cheloni, sia terrestri come le Testudo dell’area mediterranea (hermanni, graeca, marginata) sia palustri, che possono occasionalmente mangiare fiori caduti in acqua.
Le Testudo si nutrono in particolare del fiore del cardo, del dente di leone, dell’erba medica, del trifoglio bianco.
Ma anche di piantaggine maggiore, salvia, rosmarino e melissa.

Un altro rettile che si nutre di fiori, un sauro in questo caso, รจ l’iguana e spesso si utilizzano in cattivitร fiori come rose e nasturzi per stimolarne l’appetito in caso di disoressia o anoressia.

Tra i mammiferi molti animali erbivori includono fiori nella propria dieta, in particolare gli ungulati ma anche il coniglio, che si nutre generalmente degli stessi fiori scelti dalle Testudo, ma anche di calendula e camomilla.
Tra i pappagalli il piรน noto “consumatore di fiori” รจ il Lori arcobaleno (Trichoglossus haematodus), specie originaria del sud est asiatico e dell’Australia.
In generale Lori e Loricheti hanno un becco piรน sottile e “delicato” rispetto a pappagalli granivori della stessa taglia, che consente loro di nutrirsi di polline e nettare.
La lingua ha una muscolatura molto sviluppata e una punta specializzata “a pennello” che contiene un cluster di papille filiformi.
Le papille, per capillaritร , consentono un processo di acquisizione del nettare molto piรน rapido.

Conclusioni
I fiori, sempre piรน studiati per il loro ruolo anche nell’alimentazione umana, hanno una composizione interessante sia da un punto di vista nutrizionale che nutraceutico.
Nella medicina veterinaria delle specie esotiche e non convenzionali possono costituire un importante elemento di integrazione nell’alimentazione degli erbivori, sfruttando anche la loro capacitร di stimolare l’appetito grazie ai colori e al profumo.
Post a cura della dottoressa Cinzia Ciarmatori, DMV, GPCert(ExAP)
Foto in evidenza di Sandy Strife di Unsplash
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