Storicamente considerata una patologia primariamente di origine ereditaria nel cane, a partire dal 2018 alcuni report hanno acceso i riflettori su possibili origini nutrizionali della miocardiopatia dilatativa anche in questa specie.
Cosa sappiamo
Recentemente, alcune evidenze hanno suggerito una correlazione fra miocardiopatia dilatativa e dieta anche nel cane. In particolare sembrano emergere correlazioni con alcuni tipi di ingredienti e alimenti, anche se non in modo esclusivo.
Cosa apportano gli studi gli studi recenti
Gli studi piรน recenti mettono evidenza possibili correlazioni con livelli ematici di taurina insufficienti, cosรฌ come con alimenti contenenti fonti alternative di amidi o proteine.
Conclusioni
Per determinare in modo sicuro se alcuni ingredienti, categorie di diete o processi produttivi possono non essere adeguati e comportare miocardiopatia dilatativa nel cane sono necessari ulteriori studi, non essendo ancora ben chiari diversi punti.
Storicamente la miocardiopatia dilatativa (DCM) ha riconosciuto nel cane una eziologia primariamente ereditaria, al contrario del gatto dove รจ nota come effetto di una carenza di taurina.
A partire dal 2018 perรฒ alcuni report negli USA hanno portato ad ipotizzare una correlazione fra la DCM nel cane e diete con specifiche caratteristiche fra cui alimenti grain-free, quelli contenenti legumi o nuove fonti proteiche o, ancora, quelli prodotti da piccoli produttori.

Per comprendere meglio questo fenomeno si deve riavvolgere il nastro e cominciare dal principio: cosa รจ un alimento grain-free e perchรฉ vengono utilizzate fonti di amido alternative, come i legumi?
Alimenti grain-free e altre “novitร ” sul mercato
A partire da circa 15 anni fa, anche sulla spinta di scelte salutistiche presenti in ambito medico e sociale umano, il petfood ha cominciato a sviluppare prodotti con caratteristiche nuove.
Fra questi, anche gli alimenti grain-free, ovvero senza cereali, probabilmente nati per soddisfare la richiesta di alimenti senza glutine anche per cane e gatto. Tutto, dal packaging al cartellino (che presenta maggiori percentuali di proteine su sostanza secca), vuole indurre il consumatore a ritenere che questi alimenti siano piรน vicini alla biologia di cane e gatto.
Questi alimenti sono perรฒ degli estrusi (crocchette) e, in quanto tali, hanno bisogno di discrete quantitร di amido per essere processati e prodotti. Per questo all’interno di alimenti etichettati come grain-free รจ comune incontrare patate, ma non solo: patate dolci, piselli, lenticchie e altri legumi sono fra le fonti di amido maggiormente utilizzati.
Un alimento grain-free quindi non รจ un alimento senza carboidrati, anzi! Ne contiene probabilmente le medesime quantitร , pur eliminando effettivamente quello proveniente dai cereali.
Fonti alternative di amido hanno inoltre un altro vantaggio per il produttore: nel caso siano legumi infatti questi apportano anche fibre e proteine, seppur di valore biologico inferiore ovviamente rispetto a quelle di origine animale. Non รจ detto perรฒ che il vantaggio per il produttore corrisponda a quello del consumatore, come si vedrร piรน avanti.
Altri alimenti commercializzati sempre piรน frequentemente sono quelli vegetariani o vegani, quelli contenenti fonti alternative di proteine fra cui agnello, coniglio e cavallo (ormai quasi comuni), ma anche bufalo, caribou e renna.
Per ognuno di questi prodotti รจ riconoscibile una medesima base antropologica e sociale: per i pet, sempre piรน importanti per le famiglie che li ospitano e delle quali sono parte integrante, vengono richiesti alimenti valutati come salutistici nei canoni dell’alimentazione umana o eticamente accettabili.

Miocardiopatia dilatativa: facciamo il punto
Fra le cause di miocardiopatia dilatativa nel cane abbiamo giร detto che quella ereditaria viene considerata la piรน comune. Razze come il Doberman Pinscher, Alano, Terranova, Boxer, Americal Cocker Spaniel e altre, sembrano avere una componente genetica trasmissibile per questa patologia. In questo caso la presentazione รจ mediamente piรน frequente nel sesso maschile (50% vs 33%) ed รจ una patologia che piรน frequente in etร adulta/anziana.
L’incidenza di altre cause nella patogenesi della DCM non รจ ampiamente compresa allo stato attuale. Sembrano essere coinvolte altre patologie come ipotiroidismo, miocarditi, tachicardia cronica. In passato erano giร stati pubblicati altri report riguardo la correlazione fra DCM e carenza di taurina nel cane, in particolare in cani di razza Cocker Spaniel (Kittleson et al., 1997; Egenvall et al., 2006) e Golden Retrievers (Belanger et al., 2005; Kaplan et al., 2018), ma mai con i numeri evidenziati a partire dal 2018 dalla FDA.
DCM e taurina
La taurina รจ un aminoacido contente zolfo che รจ sintetizzato dal cane a livello epatico, a partire da cisteina e metionina. La taurina รจ biologicamente importante per il sistema cardiovascolare, il muscolo scheletrico e il funzionamento del sistema nervoso, tanto che nel gatto, specie dove รจ considerata essenziale dalla fine degli anni 80, una sua carenza provoca DCM appunto, associata a degenerazione retinica.
Per quel che riguarda il cane, gli studi non sono stati conclusivi riguardo al suo fabbisogno, tanto che non viene di norma considerato un nutriente essenziale per la specie.
Nonostante questo, giร in passato vi erano state alcune evidenze di correlazione fra specifiche razze (Cocker Spaniel e Golden Retriever), bassi livelli di taurina ematici e e DCM (Kittleson et al., 1997; Sanderson, 2006; Belanger et al., 2005). In questi casi, l’integrazione di taurina e carnitina sembra migliorare il decorso clinico, anche se con tempi lenti (3-6 mesi).
DCM associata alla dieta
Diete particolarmente povere di proteine, taurina e precursori di aminoacidi solforati sono state messe in correlazione con la DCM anche nel cane. In particolare si dovrร fare attenzione, per i dati che abbiamo attualmente a:
- Diete vegane o vegetariane, poichรฉ la soia contiene una scarsa quantitร di aminoacidi solforati (Spitze et al., 2003).
- Diete con basso tenore di proteine, ad esempio per il controllo dei calcoli da urati o dell’insufficienza epatica (Sanderson et al., 2001).
- Diete ad alto tenore di fibre, forse per un alterato metabolismo dei precursori della taurina (metionina e cisteina) o per un ridotto assorbimento delle proteine animali presenti nella formulazione (Ko and Fascetti, 2016).
- Diete grain-free, soprattutto se a base di legumi, anche se su questo ultimo punto le idee della comunitร scientifica sono ancora abbastanza confuse. Per via della grande ondata di paura che ha seguito le segnalazioni della FDA infatti รจ possibile che siano stati indagati come correlati all’alimento e poi segnalati SOLO quei casi di DCM dove il cane mangiava grain-free, portando ad una distorsione dei dati (McCauley et al 2020).
Specialmente quando all’anamnesi alimentare risultasse quindi che il cane mangia o ha mangiato questo genere di alimenti, potrebbe essere utile il dosaggio della taurina e dalla carnitina ematica, o persino una integrazione alla cieca quando questo non sia possibile (McCauley et al 2020).
Anche se la discussione non appare affatto chiusa in questo senso, sembra che il dosaggio ematico della taurina potrebbe essere piรน indicativo di quello plasmatico. Per ora comunque i dati non permettono di dare alcuna certezza su questo importante passo diagnostico (McCauley et al.2020; Ontiveros et al.2020).
Conclusioni …?
Attualmente il dibattito scientifico รจ ancora aperto. L’ipotesi attuale, derivante dai dati presentati alla FDA, รจ che le diete senza cereali potrebbero avere un’associazione con lo sviluppo del DCM (Freeman et al., 2018; Adin et al., 2019). Nonostante questo, la letteratura attuale non sembra portare grandi dati a supporto di questa ipotesi.
Una delle piรน recenti review al riguardo (McCauley et al.2020) conclude quindi auspicando ulteriori studi che indaghino la DCM nel cane come patologia multifattoriale, indagando quindi a fondo sia la dieta che gli altri fattori predisponenti.
Post scritto da Dr.Maria Mayer, DVM, PhD, CEO Webinar4VETs.
Per approfondimenti si consiglia la lettura della review open access McCauley, Sydney R., et al. “Review of canine dilated cardiomyopathy in the wake of diet-associated concerns.” Journal of Animal Science 98.6 (2020): skaa155.
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Photo by Anna Dudkova on Unsplash

