Con lโinvecchiamento, sono soprattutto quattro i meccanismi fisiologici, ma latori di patologia, cui un nutrizionista deve prestare molta attenzione:
- Sbilanciamento dellโequilibrio anabolismo/catabolismo a favore del secondo.
- Disidratazione progressiva
- Ossidazione
- Irrigidimento delle membrane cellulari.
Riguardo la bilancia anabolismo/catabolismo a livello cellulare, รจ evidente come, durante lโinvecchiamento, questa sia sempre piรน sbilanciata a favore del secondo, provocando una minore capacitร di ricostruzione di tessuti e delle funzioni dellโorganismo [50]. Lโanimale anziano quindi avrร sรฌ un metabolismo ridotto e quindi, spesso, necessitร energetiche inferiori, […] ma anche una minore capacitร di digestione e assorbimento dei principi nutritivi e una tendenza alla perdita di massa muscolare magra [17, 50].
Riguardo la disidratazione progressiva, studi nellโuomo dimostrano che processo di invecchiamento รจ associato a diversi cambiamenti fisiologici che possono influenzare la capacitร di mantenere l’equilibrio idrico. Questi cambiamenti includono una diminuzione della massa magra, una diminuzione della sensazione di sete, e alterazioni della concentrazione o dell’efficacia della vasopressina plasmatica (o entrambe), che influenzano la capacitร dei reni di concentrare l’urina [146].
Traslando queste informazioni ai nostri pazienti, assumerร grande importanza quindi lโeducazione del cliente volta a mantenere il corretto bilancio idrico dellโanimale anziano. Alcuni consigli che potrebbero essere dispensati riguardano lโuso di fontanelle, non solo nel gatto, ma anche nel cane; lโaggiunta di acqua allโalimento, pura o โaromatizzataโ tipo tisane, brodo o altro; la preferenza per alimenti freschi ovviamente o, ove non fosse possibile, la scelta di pet food umido o, in ultimo, lโaggiunta di acqua al secco.
Riguardo i meccanismi ossidativi, questi sono ben riassunti dalla Figura 9.1. Come si evidenzia, si tratta in sostanza di un circolo vizioso che, specialmente nellโanziano, tende ad autoperpetuarsi [19, 147].

Con lโavanzare dellโetร o in modo accelerato a partire da uno dei due maggiori trigger (indicati come saette nellโimmagine), che sono il danno cellulare acuto e/o la presenza di patologie croniche, si innesca il processo di ossidazione cellulare con produzione di radicali liberi dellโossigeno (ROS). Questo squilibrio a favore dei fattori ossidativi, innesca meccanismi di danno cellulare che, congiuntamente alla perdita di competenza da parte del sistema immunitario (denominata senescenza del sistema immunitario), porta ad una mancanza di riparazione tissutale e/o continuo stimolo citochinico (IL-1, IL-6, TNFฮฑ), con conseguente continuo stimolo infiammatorio di basso grado (low-grade inflammation). Questa infiammazione di basso grado, proseguirร poi il circolo vizioso, alternando lโasse dello stress, provocando uno stato catabolico dellโorganismo [19, 147, 148].
Una caratteristica ubiquitaria dei tessuti che invecchiano e della maggior parte, se non tutte, le malattie legate all’etร , รจ l’infiammazione cronica. Gli anglosassoni hanno coniato un termine che descrive questo fenomeno: โInflammagingโ. L’infiammazione sistemica, cronica e di basso grado presente durante l’invecchiamento, รจ correlata (sia come causa che come effetto, in un sistema spesso difficile da analizzare se non in modo olistico) con tutte le maggiori alterazioni dellโetร (vedi Figura 9.2): alterazioni del microbiota, declino cognitivo che a sua volta puรฒ causare ridotta attivitร motoria, con conseguente obesitร , patologie artritiche correlate etc.

Da quanto illustrato รจ evidente come la visione del paziente debba essere sistemica (o olistica, che dir si voglia), specialmente in caso sia anziano. Lโintervento del nutrizionista sarร mirato quindi alla riduzione del peso, per combattere lโobesitร e la conseguente perdita di mobilitร , ma anche al mantenimento dellโequilibrio del microbiota intestinale, al supporto del sistema immunitario e alla lotta ai radicali dellโossigeno.
Infine, riguardo la rigiditร delle membrane cellulari, questa รจ influenzata in modo importante dal rapporto fra acidi grassi saturi e insaturi presenti. Cambiamenti in questo rapporto sono stati riportati nell’invecchiamento cosรฌ come in diverse malattie come il cancro, il diabete, e patologie neurologiche e vascolari [147, 149]. Vista lโimportanza dellโequilibrio dinamico del doppio strato fosfolipidico che modula diverse funzioni cellulari, รจ di vitale importanza mantenere livelli di fluiditร ottimali nel tempo. Il contributo del nutrizionista in questo รจ principalmente dato dal corretto apporto di acidi grassi Omega-3 (DHA e EPA), che, entrando nella composizione della membrana, la mantengono fluida e funzionale [150].
Al lettore che possa sentirsi confuso dalla complessitร di questi temi, qui riassunti in poche righe, si rimanda a letture piรน approfondite sullโargomento [19, 147]. Per quel che riguarda le applicazioni pratiche di quanto visto invece, i prossimi paragrafi si ripromettono di chiarire e rendere operative queste conoscenze.

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Bibliografia: disponibile nel testo citato.
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